Palazzo d'Accursio: Il Cuore Medievale del Potere e dell'Arte a Bologna
Situato nel cuore pulsante di Piazza Maggiore, Palazzo d'Accursio, conosciuto anche come Palazzo Comunale, è molto più di un edificio storico. Sin dal Medioevo, rappresenta il simbolo del potere civico cittadino, un complesso architettonico in continua evoluzione che da secoli custodisce l'anima amministrativa e artistica di Bologna. Oggi, è la sede del Comune e un polo culturale di primaria importanza, ospitando al suo interno tesori d'arte e musei di fama internazionale.
Le Origini: Dalla Casa di un Giurista alla Sede del Potere
La storia del palazzo inizia ufficialmente il 14 febbraio 1287. In quella data, Francesco d'Accursio, figlio del celebre glossatore e maestro di diritto Accursio, vendette l'abitazione paterna al Comune di Bologna. Da questo illustre giurista, la cui fama era leggendaria nello Studium bolognese, l'intero complesso prese il nome.
Il Comune ampliò progressivamente la proprietà, acquisendo l'intero isolato e destinando il primo nucleo dell'edificio, chiamato Palazzo della Biada, a deposito pubblico di granaglie e ad alcuni uffici.
Il Cuore del Governo: L'Ascesa degli Anziani
Una svolta cruciale avvenne nel 1336, quando il palazzo divenne la residenza ufficiale degli Anziani Consoli. Questa magistratura rappresentava la massima espressione del governo comunale dell'epoca. Da quel momento, Palazzo d'Accursio non fu mai più solo un edificio amministrativo, ma divenne il centro nevralgico della vita politica e sociale bolognese, mantenendo ininterrottamente questa funzione fino ai giorni nostri.
Un Palazzo sotto Assedio: Tra Guerre e Dominazioni
Testimone silenzioso di secoli di storia turbolenta, il palazzo ha vissuto sulla propria pelle le principali vicende belliche e politiche della città:
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Scontri Fazioni e Rivolte: Nel 1376, le sue mura furono teatro di violenti scontri tra le potenti famiglie rivali dei Geremei e dei Lambertazzi.
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Occupazioni Straniere: Nel 1494, durante la discesa in Italia di Carlo VIII, il palazzo fu occupato dalle truppe del sovrano francese, che vi stabilirono il proprio quartier generale.
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L'Arrivo di Napoleone e l'Ingegnosa "Mascherata": Nel 1796, con l'arrivo delle truppe rivoluzionarie di Napoleone Bonaparte, si temette per l'integrità dei simboli del potere papale. Per proteggere dalla furia iconoclasta la statua in bronzo di Papa Gregorio XIII (opera di Alessandro Menganti del 1580), posta sopra il portale d'ingresso, si decise di "camuffarla" trasformandola nell'effige di San Petronio, il santo patrono della città. Questa curiosa sovrapposizione rimase visibile per quasi un secolo.
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Dalla Repubblica Romana all'Unità d'Italia: Nel 1859, durante i moti risorgimentali, accolse il governo provvisorio della Repubblica Romana. Solo due anni dopo, nel 1861, con l'unità d'Italia appena proclamata, l'edificio divenne ufficialmente la sede stabile del Comune di Bologna.
Architettura e Trasformazioni di un Complesso Monumentale
L'aspetto attuale del palazzo è il risultato stratificato di interventi, ampliamenti e ristrutturazioni realizzati nei secoli:
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Il Rinnovamento Quattrocentesco: Dopo un devastante incendio nel 1425, il palazzo fu radicalmente rinnovato dall'architetto Fioravante Fioravanti. A lui si deve l'attuale facciata del palazzo (1425) e la costruzione della caratteristica Torre dell'Orologio (Torre d'Accursio), arricchita da un carosello di automi in legno (rimossi nel 1796), alcuni dei quali sono oggi conservati all'interno delle Collezioni Comunali d'Arte.
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Il Magnifico Ingresso Cinquecentesco: Nel 1551, l'architetto perugino Galeazzo Alessi fu incaricato di realizzare il monumentale portone d'ingresso, un capolavoro che unisce le ali duecentesca e quattrocentesca del palazzo e introduce al cortile d'onore.
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La Scala Trionfale attribuita a Bramante: Salendo al primo piano, i visitatori percorrono la celebre "cordonata" attribuita a Donato Bramante (realizzata intorno al 1507-1509). I suoi gradini, profondi mezzo metro, non erano un capriccio estetico, ma una scelta funzionale: permettevano di salire agevolmente a cavallo, riservando un'entrata trionfale ai rappresentanti del governo cittadino e ai nobili in portantina.
Un Viaggio nell'Arte: Gli Scrigni di Palazzo d'Accursio
Oltre che centro amministrativo, il palazzo è un importante polo museale. Al suo interno si trovano diverse collezioni di inestimabile valore:
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Collezioni Comunali d'Arte: Il cuore artistico del palazzo, ospitato al secondo piano nelle antiche sale dell'appartamento del Legato Pontificio successive al 1859. Fondate nel 1936, le venti sale espongono oltre duecento opere, tra dipinti, sculture e arredi, prevalentemente di scuola emiliana. I visitatori possono ammirare capolavori di artisti come Vitale da Bologna, Jacopo della Quercia, Francesco Francia, Ludovico Carracci, Artemisia Gentileschi, Donato Creti e Giuseppe Maria Crespi. Tra gli ambienti di spicco spiccano la Sala Farnese e l'attigua Cappella Farnese, quest'ultima affrescata nel 1562 da Prospero Fontana con le Storie della Vergine.
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Museo Morandi: Nato da una straordinaria donazione nel 1993, questo museo era inizialmente un fiore all'occhiello di Palazzo d'Accursio, ospitando la più vasta collezione pubblica al mondo dedicata al pittore bolognese Giorgio Morandi (1890-1964), con circa 250 opere tra oli, acquerelli, disegni e acqueforti. A seguito dei danni del terremoto del 2012 che ha colpito l'Emilia-Romagna, il Museo Morandi è stato temporaneamente trasferito presso il MAMbo, dove attualmente si trova. Al suo posto, al primo piano del palazzo, è stata allestita la suggestiva ricostruzione dello studio dell'artista, con gli arredi e gli oggetti originali provenienti dalla sua casa di via Fondazza, offrendo un'intima esperienza del suo mondo creativo.
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Il Tesoro Nascosto della Biblioteca Salaborsa: Inaugurata nel 2001, la Biblioteca Salaborsa è una moderna biblioteca multimediale, ma è anche un sito archeologico visitabile. Durante i lavori di ristrutturazione sono infatti emersi importanti resti dell'antica città romana di Bononia, risalenti al 189 a.C., perfettamente integrati e visibili attraverso un pavimento di vetro.
Un Simbolo Vivo e Futuro
Palazzo d'Accursio rimane ancora oggi un simbolo vivente della città. Oltre a essere l'epicentro della vita amministrativa, è un monumento che si prende cura di sé stesso. Nel 2023, ad esempio, il suo portone cinquecentesco è stato sottoposto a un attento restauro, e sono in corso opere di manutenzione per preservare i suoi affreschi. Un viaggio tra le sue sale, dai fasti della Sala Farnese alla quiete della ricostruzione dello studio di Morandi, significa immergersi nel cuore più autentico della storia della città.


