Torre della Garisenda: la Torre Pendente di Bologna
Nel cuore pulsante di Bologna, in Piazza di Porta Ravegnana, si erge un simbolo silenzioso e inclinato che domina il panorama medievale della città da quasi mille anni: la Torre della Garisenda. Insieme alla più celebre e slanciata Torre degli Asinelli, forma il duo di monumenti più riconoscibili del capoluogo emiliano, una coppia che incarna l'orgoglio e la complessa storia di Bologna.
La sua fama è legata a doppio filo alla sua spiccata pendenza, che supera persino quella della più nota Torre di Pisa. Ma la Garisenda è molto più di una curiosità architettonica: è una testimone della Bologna medievale, delle sue feroci rivalità e della sua straordinaria fioritura culturale.
Un Secolo di Ferro: la Bologna delle Cento Torri
Per comprendere la Garisenda, bisogna immergersi nell'atmosfera della Bologna del XII secolo. Un'epoca di grande prosperità, ma anche di accesi conflitti tra le fazioni politiche dei Guelfi e dei Ghibellini. In questo contesto, le potenti famiglie aristocratiche rivaleggiavano tra loro non solo con gli eserciti, ma anche con l'architettura. In un'area urbana densamente popolata, "edificare in alto" divenne l'unico modo per espandersi e, soprattutto, per affermare il proprio potere. Ogni nuova torre era una dichiarazione di ricchezza e influenza. Si stima che nel periodo di massima edificazione Bologna potesse contare su oltre 180 torri, tanto da essere definita dallo storico dell'arte Eugenio Riccomini come la "Manhattan medievale".
La Storia della Garisenda: tra Cedimenti e Mozzature
La costruzione della Torre Garisenda, commissionata dalla potente famiglia dei Garisendi (o Garisenda), iniziò nel 1109 e si concluse nel 1119.
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Il guasto originario: Già durante i lavori, un cedimento del terreno causò una preoccupante inclinazione della struttura. La base della torre, poggiante su un suolo non sufficientemente solido, cedette, dando vita a quella pendenza che ancora oggi ne caratterizza il profilo.
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La riduzione d'altezza (XIV secolo): Per ovviare al problema e scongiurare un imminente crollo, nel 1355 si decise di intervenire drasticamente: la torre fu "mozzata", riducendo la sua altezza dagli originari 60 metri agli attuali 48 metri. Questo intervento le valse l'appellativo di "torre mozza" e spiega perché la sua altezza oggi sia inferiore a quella della vicina Asinelli.
Le Dimensioni e la Pendenza Record
Oggi Garisenda e Asinelli fiancheggiano la trafficata via Rizzoli. Ecco una tabella riassuntiva delle misure delle due Torri:
| Monumento | Altezza originale | Altezza attuale | Inclinazione / Pendenza |
|---|---|---|---|
| Torre Garisenda | 60 metri | 48 metri | 4 gradi (3,22 metri fuori piombo) |
| Torre degli Asinelli | 60 metri | 97,2 metri | Struttura verticale |
La sua pendenza è di circa 4 gradi, che si traduce in uno spostamento della sommità di oltre 3 metri dalla verticale, un dato che rende la Garisenda più inclinata della celebre Torre di Pisa.
La Dimensione Letteraria: Dante, la Nuvola e il Gigante
La fama della Garisenda, tuttavia, travalica i confini della sola ingegneria medievale. La torre deve gran parte della sua notorietà alla penna del Sommo Poeta, Dante Alighieri, che la rese immortale nei versi della Divina Commedia.
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La citazione più celebre si trova nel XXXI canto dell'Inferno. Qui, Dante, osservando il gigante Anteo che si china verso di lui, lo paragona all'impressionante effetto ottico della Garisenda:
"Qual pare a riguardar la Garisenda sotto ’l chinato, quando un nuvol vada sovr’essa sì, che ella incontro penda; tal parve Anteo a me che stava a bada."
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Da questa similitudine è nato il celebre effetto ottico: quando una nuvola scivola rapidamente in cielo sopra la torre, sembra quasi che sia la Garisenda a muoversi e a piegarsi ulteriormente verso l'osservatore.
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Non è l'unico tributo dantesco. In un sonetto giovanile del 1287, "Non mi poriano già mai fare amenda", Dante maledice i propri occhi per essersi lasciati distrarre dalla visione della Garisenda, mancando di notare una bellezza ben più importante. Giosuè Carducci, grande estimatore della torre, ipotizzò che quella bellezza potesse essere una donna della famiglia Garisendi.
Il Novecento e il Restauro
Nel corso del Novecento, la torre fu oggetto di alcune campagne di restauro. Tuttavia, la svolta è arrivata nel 2023, quando i sensori installati per il monitoraggio costante hanno rilevato oscillazioni anomale e un peggioramento dell'inclinazione. Nell'ottobre del 2023 è scattato l'allarme, con la conseguente chiusura al pubblico e la perimetrazione dell'area circostante.
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Il progetto di messa in sicurezza: È così partito un maxi-intervento di consolidamento. Il progetto prevede due fasi principali:
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Stabilizzazione immediata: Verranno installati due tralicci metallici (noti come "cavalletti di Pisa") ai quali la torre sarà vincolata per contrastare la pendenza.
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Consolidamento strutturale: Si procederà poi al rinforzo delle fondamenta attraverso iniezioni di malte speciali.
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I tempi e i costi: Inizialmente finanziati con fondi PNRR, i lavori hanno visto un rallentamento a causa di un'ulteriore torsione della torre rilevata nel 2025. L'ultima stima del Comune di Bologna indica la fine dei lavori di messa in sicurezza e restauro entro la fine del 2028, per un costo complessivo di circa 20 milioni di euro.
Un'Icona che Sfida il Tempo
La Torre della Garisenda è molto più di un ammasso di pietre inclinate. È il simbolo vivente della storia di Bologna, della sua determinazione e del suo inconfondibile carattere. Fragile ma fiera, pendente ma in piedi, continua a raccontare la sua millenaria storia a chiunque alzi lo sguardo verso Piazza di Porta Ravegnana.