Laura Bassi (1711-1778): La storia della prima professoressa universitaria d'Europa e pioniera della fisica sperimentale

La storia della scienza è costellata di figure eccezionali che hanno infranto le barriere del loro tempo, ma poche brillano con la luce intensa e pionieristica di Laura Maria Caterina Bassi (Bologna, 29 ottobre 1711 – Bologna, 20 febbraio 1778). In un'epoca, il Settecento, in cui l'istruzione superiore era un privilegio quasi esclusivamente maschile, Laura Bassi non solo riuscì a conseguire una laurea in filosofia (all'epoca denominata "philosophia universa", cioè filosofia naturale, un campo che racchiudeva ciò che oggi chiamiamo fisica), ma divenne anche la prima donna al mondo a ottenere una cattedra universitaria ufficialmente riconosciuta e stipendiata, segnando uno spartiacque epocale nella storia dell'educazione e della parità di genere nel mondo occidentale.

Un'educazione segreta nel cuore dell'Illuminismo

Nata in una famiglia di modesta condizione bolognese, Laura era figlia di Giuseppe Bassi, un avvocato originario di Scandiano, e di Maria Rosa Cesari. La sua intelligenza precoce non passò inosservata. Un parente sacerdote, Don Lorenzo Stegani, si occupò della sua prima educazione, insegnandole grammatica italiana, latina e francese.

Tuttavia, il vero punto di svolta fu l'incontro con il medico di famiglia, Gaetano Tacconi (1689-1782), docente di anatomia all'Università di Bologna. Tacconi, riconoscendo le eccezionali doti della ragazza, convinse i suoi genitori a impartirle un'istruzione completa, in segreto, con le stesse materie (logica, metafisica, filosofia naturale e greco) che i suoi coetanei maschi studiavano nei collegi e all'università, un percorso per lei precluso in quanto donna.

L'Annus Mirabilis del 1732: Il trionfo di una "Minerva" bolognese

L'anno 1732 rappresenta il culmine della carriera di Laura Bassi, un autentico "annus mirabilis". Dopo un esame pubblico sostenuto alla fine del 1731 davanti a personalità cittadine, tra cui l'arcivescovo di Bologna, il cardinale Prospero Lambertini (futuro Papa Benedetto XIV), il Senato cittadino riconobbe ufficialmente il suo valore.

La sua ascesa fu fulminea:

  • 20 marzo 1732: Viene accolta come socia onoraria dell'Accademia delle Scienze dell'Istituto di Bologna, diventandone così la prima donna eletta all'interno di questa prestigiosa istituzione.

  • 17 aprile 1732: Nella Sala degli Anziani di Palazzo Pubblico, e non in una chiesa come era consuetudine, discusse pubblicamente e vinse la disputa su 49 tesi in latino, ottenendo la laurea in filosofia.

  • 12 maggio 1732: Fu proclamata dottore in filosofia e membro onorario del Collegio dei Dottori di Filosofia.

  • 27 giugno 1732: Discusse un'ulteriore serie di tesi di filosofia naturale, concentrandosi sulle proprietà dell'acqua, che le valsero una cattedra onoraria ma stipendiata di "Philosophia Universa", con un assegno annuale di 500 lire bolognesi.

  • 17 dicembre 1732: Tenne la sua prima lezione ufficiale nell'Archiginnasio di Bologna, l'antica sede dell'Università, su un tema anticartesiano: la modestia in filosofia.

Questi eventi, voluti dalle autorità bolognesi per rilanciare il prestigio dell'antico ateneo, trasformarono Laura Bassi in una celebrità. Per tutto il 1732, la sua immagine venne celebrata in raccolte di poesie e la sua persona venne paragonata alla dea Minerva, simbolo della sapienza.

Oltre l'aula universitaria: Un laboratorio in casa e la diffusione del newtonianesimo

Nonostante il trionfo, l'insegnamento di Laura Bassi era inizialmente limitato: in quanto donna, le era negato l'accesso alle aule universitarie per un insegnamento regolare. Tuttavia, la sua determinazione era incrollabile.

Nel 1738 sposò Giuseppe Veratti, un medico e collega docente all'Università di Bologna, che condivideva le sue passioni intellettuali. Dalla loro unione nacquero otto figli. Fu in questo contesto familiare che Laura Bassi aggirò le restrizioni: a partire dal 1749, organizzò un vero e proprio laboratorio di fisica sperimentale all'interno della sua abitazione.

Questo "gabinetto di fisica sperimentale" era all'avanguardia per l'epoca. Un catalogo del 1820 elenca apparecchi per lo studio della meccanica, idraulica, ottica (telescopi acromatici e microscopi), pneumatica (una pompa ad aria), elettricità e molto altro, offrendo un quadro eccezionale della cultura materiale scientifica dell'Illuminismo. Fu in questo spazio che Bassi tenne le sue lezioni private di fisica newtoniana per 28 anni, formando una generazione di studenti e rendendo la sua casa un importante centro culturale e un salotto scientifico frequentato da luminari come Lazzaro Spallanzani, Alessandro Volta e persino Voltaire.

Eredità e ultimi anni

Laura Bassi continuò a ottenere riconoscimenti. Nel 1745, Papa Benedetto XIV la volle come membro dell'élite dell'Accademia Benedettina, un gruppo ristretto di 25 scienziati, sebbene senza gli stessi privilegi di voto dei colleghi maschi a causa delle forti controversie.

Le sue ricerche spaziavano dall'elettricità all'ottica, dalla dinamica dei fluidi alla chimica, e le sue dissertazioni, in gran parte conservate all'Accademia delle Scienze di Bologna, attestano la sua competenza in campi come l'idraulica, la meccanica e la matematica. Solo negli ultimi anni della sua vita, quando ormai il pregiudizio si era lentamente attenuato, le venne finalmente assegnata, all'età di 65 anni, la cattedra di fisica sperimentale all'Istituto delle Scienze dell'Università di Bologna (1776), con suo marito come assistente.

Mori improvvisamente nel 1778. In segno di onore, le sue spoglie furono rivestite con le insegne dottorali e ricevettero solenni esequie, a testimonianza dell'immensa stima che la città di Bologna nutriva per la sua più illustre "Minerva".

L'eredità di Laura Bassi è immensa. Non solo aprì le porte dell'università alle future generazioni di donne, ma contribuì in modo significativo a diffondere in Italia il pensiero di Isaac Newton e la fisica sperimentale. La sua storia è un esempio senza tempo di come la passione per la conoscenza, unita a un'incrollabile determinazione, possa abbattere qualsiasi barriera, rendendola una figura fondamentale non solo per Bologna e per l'Italia, ma per la storia della scienza mondiale. Oggi, la sua memoria è stata ulteriormente onorata dando il nome di Laura Bassi alla prima nave rompighiaccio italiana per la ricerca in Antartide.

Aggiornato al 05/05/2026