Contesto storico-politico (VI-X sec.)
La storia di Bologna in quest'epoca è un susseguirsi di dominazioni e cambi di potere. Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476 d.C.), la città, strategicamente posizionata lungo la Via Emilia, visse una fase di contrazione demografica e urbanistica. Le guerre greco-gotiche (535-553 d.C.) segnarono profondamente il territorio.
Intorno al 568 d.C., un nuovo popolo scese in Italia: i Longobardi. La loro avanzata, partita dal Friuli, raggiunse e conquistò Bologna, che divenne parte del loro regno per oltre due secoli. Se le fonti scritte sono scarse, i ritrovamenti archeologici testimoniano la loro presenza, come la preziosa vasca longobarda custodita nel complesso monumentale di Santo Stefano (la cosiddetta "Gerusalemme di Bologna"), con un'epigrafe risalente agli anni Trenta dell'VIII secolo. I Longobardi erano fieri delle loro tradizioni, inizialmente pagani, e tendevano a mantenersi separati dalla popolazione romana, portando usanze e norme differenti.
La loro egemonia terminò nel 774 d.C., quando il re dei Franchi Carlo Magno sconfisse l'ultimo re longobardo, Desiderio, inglobando il loro regno nel Sacro Romano Impero. L'età carolingia portò nuova stabilità, rinnovamento politico e religioso e una lenta ripresa economica, preparando la scena per il successivo sviluppo cittadino.
Toponomastica e spazio urbano
Il tessuto urbano di Bologna cominciò a strutturarsi in modo nuovo. Un esempio emblematico è via Caldarese. Questa via, che collega Strada Maggiore a via San Vitale, nacque proprio in periodo altomedievale come addizione urbanistica legata alla presenza longobarda. Il suo nome non deriva da una persona, come a lungo si è pensato, ma dalla parola "Calderari", che indica i fabbricanti e venditori di calderoni (battirame). La presenza di queste botteghe artigiane, già documentata in un atto del 1196 con il nome di "Androna Calderariorum", ha dato il nome alla via, poi trasformato in Caldarese. Un'eredità medievale così radicata da essere stata risparmiata dalla riforma toponomastica del 1873/78.
Economia e attività lavorative: artigiani e commercianti
Nonostante la predominanza dell'agricoltura di sussistenza, Bologna iniziava a mostrare il suo spirito operoso. L'analisi di un sito archeologico in via D'Azeglio ha rivelato come l'agricoltura fosse l'attività principale, ma non esclusiva: caccia e pesca fornivano un supplemento alla dieta, dimostrando una certa varietà. L'allevamento di maiali e la produzione di salumi erano già pratiche importanti.
Proprio in questo periodo iniziarono a formarsi le prime associazioni di mestiere, antenate delle potenti corporazioni di arti e mestieri che avrebbero dominato la vita economica cittadina nei secoli successivi. I mercati cominciavano a brulicare di prodotti, non solo locali, ma anche di sete e spezie che dall'Oriente raggiungevano Bologna attraverso rotte adriatiche e valichi alpini.
Alimentazione: cosa mangiava un cittadino bolognese
La tavola altomedievale era semplice e legata alla terra. La base dell'alimentazione per la stragrande maggioranza della popolazione (contadini e ceti meno abbienti) era costituita da:
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Cereali "minori": Pane nero di segale, farinate, polente di orzo, miglio, sorgo e farro. Questi costituivano circa i tre quarti del cibo consumato.
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Legumi: Fave, ceci, lenticchie e piselli, spesso macinati insieme ai cereali per preparare zuppe o farine composite, un'eredità dell'epoca romana.
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Castagne: Nell'Appennino bolognese, la castagna era chiamata "l'albero del pane". Un proverbio popolare, riportato da P. Guidotti, ne scandiva la maturazione: "A san Vito il castagno è incardito... Per san Giacomo e sant'Anna entra l'anima nella castagna". Seccate e macinate, le castagne fornivano una farina per polente e pane, fondamentali nei periodi di magra.
La carne era un lusso per i poveri, consumata raramente e spesso sotto forma di maiale. Le classi più agiate, invece, potevano permettersi carni più pregiate e spezie. Il miele era il principale dolcificante, mentre il vino era una bevanda comune.
Abbigliamento e vita quotidiana
L'abbigliamento era un segno distintivo della classe sociale. I tessuti più comuni erano lana e lino, ruvidi e di colore naturale per il popolo, mentre i ricchi potevano permettersi colori vivaci e sete pregiate. L'abito base era una tunica, di lunghezza variabile, portata sia da uomini che da donne, spesso coperta da un mantello. Con l'avvento dei Longobardi, nuove fogge e ornamenti si fusero con le tradizioni locali.
Le abitazioni erano prevalentemente in legno, con pochi edifici in pietra, e le strade erano strette e tortuose. Le case, spesso di un solo piano, si addossavano le une alle altre, con la chiesa e il suo campanile a svettare come punto di riferimento visivo e comunitario. La vita si svolgeva principalmente all'interno di questi spazi ristretti, tra attività domestiche, lavoro agricolo e artigianale, e la partecipazione alla vita religiosa.
Conclusione: le radici di una città
La Bologna altomedievale (VI-X secolo) fu un periodo di profonda trasformazione, in cui la città romana si adattò e si rinnovò sotto l'influenza di Longobardi e Franchi. Fu un'epoca di apparente austerità, ma in cui si gettarono le fondamenta economiche, sociali e urbane. Le attività artigianali, l'agricoltura e le prime reti commerciali, insieme a una stratificazione sociale sempre più definita, prepararono il terreno per la fioritura cittadina dell'XI secolo, quando Bologna divenne un libero Comune e nacque la sua celebre Università. Conoscere questo periodo significa toccare con mano le radici più profonde della civiltà bolognese e comprendere come usi e costumi antichi abbiano plasmato l'identità di una delle città più vivaci d'Italia.
FAQ - Domande frequenti su Bologna nell'Alto Medioevo
1. Bologna esisteva già nell'Alto Medioevo?
Sì, ma era un insediamento ridotto rispetto alla Bononia romana. La popolazione si era contratta e l'urbanistica era in parte degradata, ma la città continuava a esistere come centro religioso e amministrativo minore, prima longobardo e poi franco.
2. Quali sono le principali testimonianze archeologiche longobarde a Bologna?
La più importante è la vasca longobarda conservata nella Basilica di Santo Stefano. Inoltre, gli scavi nel sottosuolo cittadino e nelle necropoli del territorio hanno restituito oggetti di uso quotidiano, armi e gioielli che confermano la presenza e le usanze di questo popolo.
3. L'Università esisteva già in quest'epoca?
No. L'Università di Bologna, l'Alma Mater Studiorum, fu fondata ufficialmente nel 1088, quindi alla fine dell'XI secolo, subito dopo il periodo preso in esame. Tuttavia, la presenza di scuole di arti liberali e di diritto, legate a monasteri e alla curia vescovile, costituì il fertile terreno culturale su cui poi sorse l'Università