Etruschi (VI-IV sec. a.C.): L'Età d'Oro di Felsina

Nel VI secolo a.C., l'odierna Bologna era conosciuta come Felsina, un importante centro della civiltà etrusca nell'Italia settentrionale. Fondata tra la fine del VII e l'inizio del VI secolo a.C., Felsina si sviluppò come una delle città più influenti dell'Etruria Padana, grazie alla sua posizione strategica lungo le rotte commerciali tra il mondo etrusco, il mondo celtico e la Grecia.

Urbanistica e architettura

Felsina si estendeva su una superficie simile a quella precedente dell'insediamento villanoviano, ma con un'organizzazione urbana più strutturata. La città era dotata di strade ben tracciate, costruzioni in legno e mattoni crudi, e aree pubbliche dedicate al commercio e alla vita politica. Alcuni scavi hanno rivelato resti di fondazioni etrusche sotto l'attuale centro storico di Bologna, confermando la continuità dell'insediamento.

Le abitazioni erano generalmente costituite da case a pianta rettangolare, con tetti in paglia o tegole e pavimenti in terra battuta. Erano presenti anche edifici pubblici, probabilmente adibiti a funzioni religiose e amministrative.

Economia e commercio

Grazie alla sua posizione nella Valle del Po, Felsina divenne un importante snodo commerciale. I mercanti etruschi scambiavano ceramiche, bronzi e manufatti artistici con le popolazioni celtiche a nord e con le colonie greche dell’Adriatico. La metallurgia giocava un ruolo fondamentale nell'economia, con la produzione di armi, gioielli e utensili in bronzo.

I reperti archeologici testimoniano anche una forte influenza greca, evidente nelle ceramiche importate e nelle tecniche artistiche adottate dagli artigiani etruschi.

Struttura sociale e politica

La società felsinea era gerarchica e dominata da un’aristocrazia guerriera, che deteneva il potere politico ed economico. Le classi più elevate vivevano in abitazioni più grandi e venivano sepolte con ricchi corredi funerari. L’organizzazione politica di Felsina era simile a quella delle altre città-stato etrusche, probabilmente governata da un lucumone, un principe-sacerdote che guidava la città e i suoi rapporti con le altre comunità etrusche.

Religione e necropoli

Gli Etruschi erano un popolo profondamente religioso, e Felsina non faceva eccezione. I rituali religiosi si svolgevano in templi o spazi sacri dedicati alle divinità etrusche come Tinia, Uni e Menrva (equivalenti a Giove, Giunone e Minerva). La città ospitava necropoli estese, come quella di San Francesco e di Certosa, dove sono stati ritrovati numerosi sepolcri aristocratici con oggetti funerari di grande valore.

Le tombe felsinee erano spesso a camera ipogea, decorate con affreschi e contenenti urne cinerarie e corredi funebri che riflettevano il rango del defunto. Alcune di queste tombe mostrano influenze orientali e greche, segno della vasta rete commerciale etrusca.

Declino di Felsina e conquista celtica

Nel IV secolo a.C., Felsina iniziò a subire la pressione delle popolazioni celtiche che premevano da nord. Intorno al 390 a.C., i Galli Boi invasero la città, segnando la fine del dominio etrusco. Felsina fu conquistata e ribattezzata Bona, diventando un insediamento gallico fino all'arrivo dei Romani nel II secolo a.C., che la trasformeranno nella colonia di Bononia.

Eredità di Felsina

Nonostante la conquista celtica e la successiva romanizzazione, l'eredità etrusca di Bologna è ancora oggi visibile nei numerosi reperti archeologici esposti nel Museo Civico Archeologico di Bologna, che conserva urne cinerarie, bronzi, ceramiche e iscrizioni etrusche.

Felsina rappresenta una delle tappe fondamentali della storia bolognese, testimoniando il ruolo cruciale che la città ebbe nel panorama culturale e commerciale dell’Italia preromana.

 

Aggiornato al 01/03/2025